<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809</atom:id><lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2009 19:18:36 +0000</lastBuildDate><title>Taglio basso</title><description>Sfumature politiche nella bottega del mio barbiere</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/</link><managingEditor>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>9</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-6766906478463185230</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-09T10:11:09.321+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>corte costituzionale</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>napolitano consulta</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>lodo alfano</category><title>Strani segnali dalla Consulta</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Ss4aTsEuJSI/AAAAAAAACHE/xKA6kmYWF2k/s1600-h/corte-costituzionale.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Ss4aTsEuJSI/AAAAAAAACHE/xKA6kmYWF2k/s400/corte-costituzionale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390274729559860514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I padri fondatori della suprema carta avevano visto giusto quando, per garantire una vera libertà politica, vollero tutelare i parlamentari con quella famosa "immunità" che un referendum popolare (forse sarebbe meglio definirlo populista) ne sancì la sua abolizione. In buona sostanza le azioni messe in atto erano a tutela della piena realizzazione della volontà popolare: la netta divisione dei poteri e, quindi, la garanzia che un semplice giudice potesse impedire ad un parlamentare, legittimamente eletto dagli italiani, fosse impedito ad agire per motivi subdolamente politici. Sia ben chiaro che l'immunità non cancellava il presunto reato, ma ne rimandava l'iter giudiziario a termine mandato. Quindi nessun colpo di spugna ma certezza di governabilità e libertà nel legiferare.&lt;br /&gt;Le funzioni delegate tramite le elezioni politiche e amministrative sono esclusivamente attribuite al potere legislativo (parlamento), e, di conseguenza a quello esecutivo (il governo). Fuori dalla volontà popolare è il potere giudiziario che segue un suo iter in parte meramente amministrativo-concorsuale ed in parte di squallida lottizzazione politica. Purtroppo bisogna osservare che troppo spesso alcuni giudici fanno vera e propria politica attiva indagando e perseguendo in primis il capo di Governo (che risulta ad oggi il più attenzionato d'Italia unitamente alla sua Fininvest che potrebbe entrare nel guinness dei primati per numero di ispezioni da parte della Guardia di Finanza).&lt;br /&gt;Di fatto se fino ad oggi si poteva semplicemente sbottare per l'iniziativa palesemente politica di qualche togato nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali (è rimasto negli annali della spudorata parzialità l'ormai famoso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;resistere, resistere, resistere come in una irrinciabile linea del Piave&lt;/span&gt; pronunciata dal procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli in piena lotta per l'abbattimento della cosiddetta prima Repubblica), ora le ambigue e incoerenti decisioni della Consulta rafforzano la paura di uno Stato governato più dai giudici che da Esecutivo e Parlamento. Mi auguro che si giunga presto a sancire norme rigide sulla responsabilità dei giudici (anche questo approvato da specifico referendum ma mai applicato - in realtà gli sbagli dei giudici sono pagati dallo Stato).  Forse se invece di passare la pratica di un recluso per errore processuale all'economato per la liquidazione dei danni di privazione della libertà, il giudice ne rispondesse direttamente economicamente e penalmente, ci sarebbe più cautela e meno leggerezza nel l'accusare a destra (e, molto meno) a manca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' difficile restare impassibili di fronte agli umori variabili della Corte. Lo stesso Presidente Napolitano in una nota ha sottolineato come in un precedente del 2004 i giudici costituzionali non avevano affatto chiarito che, per introdurre la sospensione dei processi per le alte cariche, fosse necessaria la legge costituzionale. Ed è comprensibile perchè la sentenza di fatto sconfessava Napolitano, e i suoi espliciti e ripetuti comunicati sulla correttezza della scelta della maggioranza di procedere con legge ordinaria, alla luce del precedente del 2004. In secondo luogo, come magistralmente evidenziato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Occidentale&lt;/span&gt; "l’attuale decisione della Consulta non appare in linea con il principio della “leale collaborazione” fra poteri, di cui la Corte stessa fa sovente menzione nelle sue pronunce: la maggioranza approva il lodo Schifani, la Corte lo dichiara incostituzionale per due o tre motivi specifici – senza dire nulla sulla necessità della norma costituzionale e dopo aver riempito pagine sul concetto di sospensione processuale -; il legislatore si adegua fiducioso (ingenuamente?), e ora la Corte alza l’asticella, spiegando che si doveva scegliere la procedura di revisione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effettivamente la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;leale collaborazione tra poteri&lt;/span&gt; sarebbe stata la strada giusta nell'opporsi alla decisione della Consulta ma, come spesso accade in Italia, tutto finisce in caciara da osteria. Purtroppo in questo modo la credibilità dell'imparzialità della Corte è messa in seria discussione, così come i pronunciamenti del Capo di Stato, l'istintiva reazione della maggioranza e la scandalosa reazione della minoranza.&lt;br /&gt;Sic stantibus rebus...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-6766906478463185230?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/10/strani-segnali-dalla-consulta.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Ss4aTsEuJSI/AAAAAAAACHE/xKA6kmYWF2k/s72-c/corte-costituzionale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-1832488407082368316</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-24T18:30:39.696+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pa</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>brunetta</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pubblica amministrazione</category><title>Semaforo rosso per Brunetta</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SckCuYXoAfI/AAAAAAAAB3E/BxLAqJ0kUHk/s1600-h/brunetta.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 280px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SckCuYXoAfI/AAAAAAAAB3E/BxLAqJ0kUHk/s400/brunetta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316783830926361074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza esitazione: secondo i criteri di meritocrazia e valutazione io spingo con decisione la faccina rossa nei confronti del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dipendente&lt;/span&gt; ministro Brunetta. Il merito si conquista grazie ad una serie di fattori concorrenti tra i quali l'individuazione del problema e la messa in opera di iniziative atte a risorverlo. Brunetta, secondo questo criterio, non ha individuato i veri malanni della PA e, di conseguenza, non riesce a risorverli. Ergo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;emoticon&lt;/span&gt; rossa e spazio ai meritevoli. Parafrasando le sue stesse affermazioni, diciamo che questo post non intende &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"criminalizzare" &lt;/span&gt;il ministro, ma è la valutazione di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"cliente&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'operazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mettiamoci la faccia&lt;/span&gt; è di sicuro successo per far sfogare i cittadini inferociti da una pratica che non giunge a termine, ma è ingiusta nei confronti di chi, pur essendo un ottimo lavoratore, si vede giudicato per colpe che spesso non sono le sue. La lungaggine burocratica di leggi che da sole già possono paralizzare il paese, e scelte politiche di amministratori locali che giocherellano tra piani urbanistici e bilancio senza conoscenza e competenze, non possono essere attribuite alla persona dietro uno sportello che sarà additata come incolpevole capro espiatorio di mancanze piramidali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo quindi dal principio cercando di spiegare quali siano in realtà i veri problemi degli Enti Locali, problemi che causano una spesa pubblica enorme gestita male e gravi disservizi al cittadino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una labirintica ed elefantiaca legislazione&lt;/span&gt;. Ho avuto modo di sottolineare in passato che in realtà nessuno sa esattamente quante siano le leggi italiane che ogni cittadino dovrebbe conoscere. Una stima la attesta sulle 300 mila che, confrontate con una media di 7 mila di paesi come la Francia, la Germania e l'Inghilterra, già indica una difficoltà e snellezza nell'agire. Leggi che vengono modificate, leggi che ne abrogano altre, modifiche a pezzetti di singoli articoli, sentenze e letteratura richiedono spesso più tempo per essere esaminate che non per essere applicate. Eseguire una gara d'appalto sopra soglia comunitaria è un'opera titanica e implica spese non indifferenti con tempi indicibilmente lunghi, senza, peraltro, avere mai la certezza, anche nel caso di dirigenti onesti al limite della santità, di non incorrere in ricorsi o ricorrere all'autotutela per una postilla di una norma di cento anni fa che il legislatore si è dimenticato di cancellare. In questo bailamme legislativo il dirigente viene reso responsabile civilmente, penalmente e patrimonialmente degli atti che sottoscrive e, per questo, è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;obbligato&lt;/span&gt; a prendersi tutto il tempo che gli serve per produrre un bando e un capitolato a prova di bomba. Ma l'elefantiaca macchina delle disposizioni di legge si traduce anche in tempi lunghi per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cliente&lt;/span&gt; (come lo chiama Brunetta) o il cittadino, che deve iniziare l'iter per lo svolgimento di una pratica. E' vero che molto è stato snellito con l'introduzione dell'autocertificazione, ma è anche vero che il responsabile del procedimento è tenuto alla verifica delle attestazioni e a recuperare d'ufficio i documenti necessari che, seppur già in possesso della PA, ne richiedono comunque una ricerca o una richiesta, spesso presso Enti diversi, che hanno i loro bei 60 giorni per rispondere. Nel frattempo il procedimento viene sospeso. Indubbiamente la pazienza ha un limite ed ecco che scatta la faccina rossa nei confronti di chi mette la sua faccia anche per parlamentari dalla legge facile. Qualcuno potrà obiettare che esiste un testo unico per gli Enti Locali, ma chi ci lavora sà che non è sufficiente ed esaustivo perlomeno non consente di saltare a piè pari le migliaia di altre leggi che disciplinano l'attività amministrativa.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Piante organiche sbilanciate e favoritismi&lt;/span&gt;. Una seria valutazione dei servizi pubblici da erogare presuppone l'adeguatezza, per quantità e qualità, del personale necessario. L'anarchia gestionale dei decenni passati ha fatto si che molti comuni si sono trovati con personale in largo esubero rispetto alle necessità e, soprattutto piccoli comuni, con carenze spaventose e, per un lungo periodo, incolmabili per il blocco delle assunzioni. Ancora peggio il caso di quelle piccole realtà dove arroganti amministratori incapaci di entrare nei meccanismi dei servizi pubblici, hanno praticato politiche scellerate nella gestione del personale mettendo in serie difficoltà anche la normali attività di routine. Ora la mobilità potrebbe garantire un riequilibrio sempre comunque subordinato alla lungimiranza degli amministratori locali ed al rispetto del patto di stabilità. Vi è poi un fenomeno che Brunetta non ha ancora toccato ma che farebbe bene a prendere in considerazione. Un Comune, soprattutto se di piccole dimensioni, è praticamente un famiglia, e quindi, con l'aiuto dei sindacati, succede spesso che dipendenti facenti parte di servizi cessati vengano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;riciclati&lt;/span&gt; in altri servizi amministrativi senza averne la vocazione, le conoscenze e senza fornire gli strumenti per una formazione seria atta alle nuove mansioni. E, sempre in fatto di qualità del personale, sarebbe auspicabile che il ministro, oltre alla trasparenza sugli incarichi esterni, ponesse attenzione sui posti di ruolo a tempo indeterminato di molti dipendenti, soprattutto ex politici. Un confronto incrociato tra amministrazioni locali, partiti politici, sindacati e grandi aziende pubbliche o a prevalente capitale pubblico, darebbe risultati sorprendenti. Non c'è bisogno che lo denunci io, ma sono certo che il risultato di siffatta indagine sarebbe che: l'ex sindaco di un comune è diventato impiegato o dirigente di un comune limitrofo, così l'ex assessore è ora presidente della tal azienda, o anche il sindacalista impegnato è stato assunto con pubblico concorso ma non si trova mai perchè contemporaneamente all'abbandono del ruolo sindacale è diventato segretario di partito. Si potrebbe andare avanti all'infinito. C'è quindi da chiedersi: quale può essere la produttività di questi onnipresenti funzionari di partito?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La separazione delle competenze.&lt;/span&gt; E' legge dello stato, riportata anche a lettere maiuscole nel Testo Unico: Il funzionamento di una pubblica amministrazione separa nettamente la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gestione politica&lt;/span&gt; (riservata al sindaco e agli organi collegiali, giunta e consiglio, ciascuno per le sue competenze) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gestione tecnica&lt;/span&gt; (riservata a dirigenti, responsabili di servizio e procedimento). In realtà l'ingerenza politica è asfissiante. Dall'indicazione di chi deve vincere il tal concorso pubblico, a chi sarebbe auspicabile vincesse la gara d'appalto, allo studio di procedure come minimo inconsuete per sbloccare qualche situazione imbarazzante, fino alla firma di atti palesemente con vizi di forma, di merito, di oppurtinità se non addirittura illegittimi. E' vero che un dirigente o un responsabile di procedimento potrebbe rifiutarsi di firmarli, ma è altrettanto vero che ci sono dinamiche (oserei dire quasi mobbing) per cui un dipendente preferisce assumersi le responsabilità pur di mantenere il posto e vivere tranquillo, magari sperando in una promozione. Chi vive e lavora in un piccolo ente, sa bene che l'assessore ricopre quasi più la figura di capo ufficio che non assolvere al suo potere di indirizzo. Questo è insopportabile ed un cancro della PA che deve essere estirpato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il bluff dell'informatizzazione.&lt;/span&gt; Ogni comune è libero di gestire la propria struttura informatica come meglio crede. C'è chi investe molto perchè ci crede, e c'è chi scrive ancora con una vecchia macchina da scrivere. L'impiegato che si trova con fuori dalla porta il suo bel semaforo, ha un'efficienza pari al grado di informatizzazione che l'ente ha deciso di mettergli a disposizione (normalmente il centro di spesa è sempre fanalino di coda per lasciar spazio piuttosto ad auto di rappresentanza o manifestazioni di piazza dal sapore molto elettorale e poco culturale). Se una pratica eseguita con un buon sistema informatico richiede un minuto, fatta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a mano&lt;/span&gt; con ricerche su scaffali impolverati giacenti in archivio può richiedere settimane. Colpa dell'impiegato fannullone? Certamente no. Ma l'informatizzazione ha anche un'altra faccia della medaglia: un business. Dunque, solo per esemplificare, le procedure di formazione e gestione del bilancio comunale sono uniche in tutta Italia, eppure lo Stato non dota i comuni di nessun software adeguato a snellire le procedure e rispettare le norme. Sarebbe semplice, utile ed economico. Un programma unico per gli oltre 8.000 comuni italiani permetterebbe un costo bassissimo, trasparenza nella gestione e faciliterebbe la mobilità perchè l'impegato di ragioneria che viene trasferito in un altro ente conoscerebbe già il software. Così purtroppo non è, e quindi si acquistano 8.000 licenze, con 8.000 gare d'appalto, 8.000 contratti, 8.000 software diversi e poche decine di fornitori che si arricchiscono a spese della collettività. Non voglio addentrarmi sui rapporti politici che possono intercorrere tra il fornitore di beni e servizi informatici e le amministrazioni locali. Basterebbe confrontare i costi di fornitura e manutenzione con la qualità del prodotto. Come non ricordare il portale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;italia.it&lt;/span&gt; costato allo Stato poco meno di 40 milioni di euro (il solo semplice e banale logo 100 mila euro). Il mondo dei webmaster è stato in fermento per mesi per l'esagerata cifra spesa rispetto alla miseria del prodotto offerto.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa piccola panoramica di macro-problematiche dovrebbero indurre, a mio avviso, a partire da provvedimenti strutturali alla fonte dei veri problemi e non farsi belli solo con populistiche e scontate iconografie del dipendente fannullone. Sicuramente anche il caffè di mezza mattina sarà illegale, ma non è da lì che bisogna partire. Il semaforo è assurdo, offensivo e assolutamente inutile perchè quasi sempre chi ci mette la faccia non è il vero responsabile del mal funzionamento della pubblica amministrazione. La legge del taglione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"colpirli tutti per scovarne qualcuno"&lt;/span&gt; si dimostrerà un fallimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte mia, dopo 28 anni di dirigenza in un Ente Pubblico, esasperato dalle responsabilità, dalle pressioni e dal marciume politico, dopo un infarto mi sono licenziato e ora riverso le mie competenze e conoscenze nel privato dove non c'è nessun Brunetta che tenga, nessun Sindaco o Assessore despota, ma solo voglia e soddisfazione economica e personale. Ah, dimenticavo, ai semafori preferisco le rotatorie... scorre meglio il traffico :)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-1832488407082368316?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/03/semaforo-rosso-per-brunetta.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SckCuYXoAfI/AAAAAAAAB3E/BxLAqJ0kUHk/s72-c/brunetta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-7182984457902736317</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-23T12:57:37.750+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>an</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>fini</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>berlusconi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pd</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pdl</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>franceschini</category><title>Tutti per uno</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Scd3a4fOpGI/AAAAAAAAB20/-PpM8uyaraU/s1600-h/fini1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Scd3a4fOpGI/AAAAAAAAB20/-PpM8uyaraU/s400/fini1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316349188857832546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il processo di unificazione, già copyright del PD, è ora realtà anche nel PDL. Gianfranco Fini  nel terzo e ultimo congresso di Alleanza Nazionale ha sciolto il partito storico della destra, seppur con molti puntini sulle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i&lt;/span&gt;, che confluisce nel Partito voluto e annunciato sul predellino della sua auto, da Berlusconi. Il processo politico che ha portato ai partitoni unici, è stato difficile, articolato ma, tutto sommato, abbastanza veloce e condiviso. Anche se, per analizzarne la dinamica, bisognerebbe tornare indietro fino alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rivoluzione mani pulite&lt;/span&gt; che ha stravolto l'assetto politico e sancito la fine della prima Repubblica, la spinta decisiva è assai recente, ed è riconducibile al clamoroso flop dell'ultimo governo Prodi. Insomma la sottile linea di separazione tra una coalizione o un'alleanza programmatica (leggi Ulivo o Casa delle Libertà) ed un partito unico consiste molto semplicemente nel cercare di evitare divisioni interne in corso d'opera, su tematiche particolarmente sensibili, in primis Etica e Welfare. In sintesi garantire la governabilità a chi ha ricevuto il maggior consenso elettorale. Il meccanismo si stà rivelando ben funzionante con l'attuale Governo di Centrodestra perchè forte di una larga maggioranza, più complesso sarebbe comunque se gli italiani, come già successo, si spaccassero in due. In questo caso la palla tornerebbe ai partiti minori che hanno deciso per il mantenimento della propria identità e che, inevitabilmente, farebbero pendere l'ago della bilancia ad ogni seduta in aula. In pratica il topolino tra gli elefanti tornerebbe a spargere il terrore di un tonfo governativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questa legislatura sono presenti sostegni esterni, l'Italia dei Valori a centrosinistra e, a questo punto, la Lega nel centrodestra, oltre naturalmente ai battitori liberi ancora vivi e vegeti. Ma, tutto sommato, la garanzia di arrivare a fine legislatura senza sorprese, proprio per i numeri usciti dalle urne, è reale poichè non gioverebbe a nessuno un ennesimo stop alla attività parlamentare. Soprattutto in tempo di profonda crisi economica. L'intesa comune ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grandi&lt;/span&gt; di immunizzare anche nel futuro i partiti più piccoli con una soglia di sbarramento al 4% eviterebbe dispersione di voti e contaminazione politica al loro interno, e garantirebbe nel contempo una naturale alternanza alla guida del paese con un rapporto più pacifico e costruttivo tra maggioranza e opposizione. Per questo l'esito delle prossime elezioni politiche dipenderà principalmente dalla valutazione che gli italiani daranno all'attività e alle scelte del Governo Berlusconi. Sono quindi superflue e dannose le sterili critiche continue che, prima Veltroni poi Franceschini con tutto il suo seguito, rivolgono quotidianamente al Premier. Se qualche elettore di centrodestra (o di un qualunque partito minore) deciderà di non votare il PdL sarà solo per un oggettivo giudizio negativo sull'azione di Governo e non certo per i continui rimbrotti di Franceschini. Anzi, l'opposizione dura &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ad personam&lt;/span&gt; può essere letta, in piena crisi, come una mancanza di idee alternative ed al non voler collaborare al risanamento unendo le forze. Di contro la maggioranza, probabilmente consapevole di essere l'unica a potersi garantire la fiducia dei cittadini, sfodera un'intensa attività parlamentare. Sforna leggi, disegni di legge, proposte di riforme a tambur battente. Non la si può certo accusare di immobilismo o di prendere sottogamba i problemi del paese. Giudicare la bontà o meno delle singole scelte è invece nostra esclusiva prerogativa di italiani. I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;criticatutto&lt;/span&gt; in questo momento non servono, sono dannosi e, dati alla mano, perdono voti un po' ovunque.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-7182984457902736317?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/03/tutti-per-uno.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Scd3a4fOpGI/AAAAAAAAB20/-PpM8uyaraU/s72-c/fini1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-3574583965293523151</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2009 09:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-18T12:58:12.489+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>costituzione</category><title>Ricominciamo da uno</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/ScDdqxh9r4I/AAAAAAAAB2k/be-EySyh57w/s1600-h/costituzione2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 349px; height: 385px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/ScDdqxh9r4I/AAAAAAAAB2k/be-EySyh57w/s400/costituzione2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314491287217221506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il "caso" Costituzione è da tempo oggetto di dibattito politico e già diversi parlamentari, trasversalmente alle diverse coalizioni, hanno espresso la necessità di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;revisione&lt;/span&gt; per adeguarla alle tematiche etiche, politiche, sociali ed economiche, che si sono sviluppate dopo la redazione del testo costituzionale del 1948. Sinteticamente le critiche che vengono attribuite alla nostra Carta sono quelle della sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;genesi storica&lt;/span&gt; (6 anni di guerra e 20 anni di dittatura fascista che ne hanno condizionato il contenuto); del suo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;carattere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;compromissorio&lt;/span&gt;, inevitabile e normalmente elemento positivo, ma, nel caso italiano, esasperato dall'incertezza democratica del futuro della nazione, per cui normalmente si parla di un eccesso di autotutela che è sfociata in un miscuglio di pesi e contropesi; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riferimenti sbagliati&lt;/span&gt; e nello specifico l'aver preso a modello la Costituzione staliniana dell'Unione Sovietica scritta nel 1936; infine della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fisiologica necessità di essere aggiornata&lt;/span&gt; per adeguarla all'Italia del terzo millennio. Di contro c'è chi la ritiene sacra, inviolabile e intoccabile perchè legata ad uno dei momenti storici più drammatici per il popolo italiano (la lotta di liberazione) e, quindi, legata a doppio filo con la Resistenza partigiana, segno di libertà e democrazia. Il carattere compromissorio viene esaltato come elemento indispensabile e positivo di unità tra le diverse anime costituenti, mentre i riferimenti all'Unione Sovietica sono evanescenti (anche se storicamente riconosciuti) e, comunque, si trattava di un testo costituzionale avanzato per l'epoca, rivolto al benessere del popolo, anche se non applicato. Tutte le prese di posizione sono lecite ed hanno, a mio modesto avviso, elementi positivi  che varrebbe la pena approfondire. Meno condivisa è la negazione della possibilità di porvi mano o, quantomeno, di discuterne tranquillamente. Personalmente credo che la Carta suprema sia stata scritta per la gente e, proprio per questo, possa essere letta, interpretata e commentata da chiunque. Non è quindi richiesto il patentino di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esperto&lt;/span&gt; in diritto costituzionale, non stiamo trattando un testo accademico, ma della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;carta del popolo&lt;/span&gt;, rivolta al popolo e scritta per il popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo 1 è, a dire di molti, il vero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;marchio ideologico&lt;/span&gt; della nostra Carta Costituzionale. Nel 1947 il punto e' stato oggetto di aspra discussione. E' anche interessante notare come in una piccola frase siano ricomprese tutte le critiche accennate pocanzi. L'Assemblea si trovò a dover scrivere la base della nuova libera nazione italiana confrontandosi con il testo sovietico che recitava: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è uno Stato socialista dei lavoratori e dei contadini"&lt;/span&gt;. Le proposte italiane furono tre, ultima delle quali fece da sintesi compromissoria e fu adottata:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"L'Italia è una Repubblica dei lavoratori"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Palmiro Togliatti)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"L'Italia è una Repubblica fondata sui diritti della libertà e i diritti del lavoro"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Ugo La Malfa e Gaetano Martino)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Amintore Fanfani)&lt;br /&gt;Ciò che colpisce il normale cittadino è il fondamento: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il lavoro&lt;/span&gt;. Sembra ben poca cosa per definire il principio dei princìpi di una nuova e libera nazione. Soprattutto astratto e, forse, parziale non ricomprendendo tutti quegli italiani che, per qualunque motivo, non lavoravano. Ma il motivo è da ricercarsi nel contesto storico di un'Italia che, come richiamato nel successivo articolo 4, solo con il contributo di ogni cittadino al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"progresso materiale e spirituale della società" &lt;/span&gt;avrebbe potuto avviarsi verso ricostruzione e propsperità. Bisogna riconoscere che oggi non è più così perchè le dinamiche economiche internazionali passano anche attraverso altri canali più influenti e globalizzanti del solo lavoro del singolo cittadino, e la crisi in corso ne è chiara esemplificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposizione con cui solitamente si apre una Costituzione ha un altissimo significato simbolico e, a sessant'anni dalla stesura non vi è dubbio che il solo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lavoro&lt;/span&gt; non identifica il popolo inteso nella totalità dei cittadini, tanto meno il popolo può identificarsi in esso perchè un'attività &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(il lavoro)&lt;/span&gt; difficilmente può riconoscersi come valore fondamentale di una società.&lt;br /&gt;La senatrice Donatella Poretti (Radicali italiani, eletta nel PD) ha pronunciato un &lt;a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=8"&gt;discorso in aula&lt;/a&gt; proprio in supporto alla modifica dell'art. 1 della Costituzione. Nel testo (del quale consiglio la lettura integrale) oltre ad elencare le categorie che comprendono i milioni di Italiani che non possono materialmente riconoscersi nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;valore fondamentale&lt;span style="font-style: italic;"&gt; del lavoro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, contesta anche la formula di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica democratica&lt;/span&gt;, in pratica demolisce l'intero impianto dell'articolo 1. Le motivazioni non sono astratte ma, a mio avveso, ben giustificate e descritte:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"l’espressione 'Repubblica democratica' è insufficiente ad individuare e garantire quei diritti che, se non rispettati, determinano una vera e propria dittatura, sebbene formalmente 'democratica'. Cosa distingueva infatti la Repubblica democratica tedesca (DDR), la ex Germania dell’Est, dalla Repubblica democratica italiana? In ben 42 su 48 Paesi del continente africano vi sono state elezioni democratiche, ma quasi nessuno di questi gode di diritti così come nei Paesi cosiddetti occidentali. Una delle più feroci tirannie oggi al mondo è quella della Repubblica democratica popolare di Corea, anche conosciuta come Corea del Nord.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Repubblica islamica dell’Iran, per esempio, tiene regolari elezioni, eppure difficilmente potremmo paragonare il suo assetto istituzionale come una democrazia simile alla nostra&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;[...] Per questo motivo, l’Italia dovrebbe essere prima di tutto una Repubblica democratica fondata sulla libertà, intesa quale totalità dei diritti della persona, senza i quali verrebbe meno la distinzione con quelle 'repubbliche democratiche' che ieri, come oggi, opprimono intere genti nel nome della volontà popolare. La libertà trova la sua principale e massima protezione nello Stato di diritto: supremazia e rispetto della legge, in primis rispetto della Costituzione, Legge fondamentale di tutti i cittadini&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porsi almeno il problema di individuare un elemento di unione ed un marchio di valori reali proprio in quel primo articolo così importante, credo sia un atto di onestà intellettuale e di affezione verso il proprio paese. I princìpi, se applicati, non sono vacui ma pesano come macigni nella classe politica e conseguentemente nella definizioni delle leggi. Oggettivamente, inoltre, quel primo articolo così generico e fuorviante, cozza contro i successivi 5 articoli dei princìpi fondamentali che esprimono invece, in senso compiuto, il concetto di libertà. La discussione sull'articolo 1 potrebbe essere proprio un punto di partenza per un confronto pacifico su possibili e, a mio avviso, auspicabili aggiornamenti e revisioni.&lt;br /&gt;Per ultimo riporto la proposta di modifica fatta proprio dalla senatrice Poretti che credo essere un ottimo spunto di riflessione e dibattito:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;“La Repubblica italiana è uno Stato democratico di diritto fondato sulla libertà e sul rispetto della persona”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-3574583965293523151?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/03/ricominciamo-da-uno.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/ScDdqxh9r4I/AAAAAAAAB2k/be-EySyh57w/s72-c/costituzione2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-8752579291117822180</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2009 17:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-16T12:11:59.274+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>testo costituzionale</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>matteo renzi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>costituzione</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>costituente</category><title>Cambiare la Costituzione è indispensabile</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Sb1I-jcFnGI/AAAAAAAAB2U/mNmfnGuSi1s/s1600-h/costituzione.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Sb1I-jcFnGI/AAAAAAAAB2U/mNmfnGuSi1s/s400/costituzione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313483374869191778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ormai è diventata una battaglia politica senza quartiere quella che vede il centrosinistra impegnato nella strenua difesa della nostra vecchia Costituzione, ed il centrodestra possibilista verso un aggiornamento. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La Costituzione non si tocca!"&lt;/span&gt; è lo slogan del PD, o almeno di una parte dei suoi aderenti, con l'Unità che titolava, poche settimana orsono, l'intera prima pagina con &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"La Costituzione siamo noi"&lt;/span&gt;, appropriandosi e facendo garante la sinistra italiana del sacro testo. L'ultimo episodio, sinceramente un po' penoso, è stato l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro da solo su un palco enorme in una piazzetta semivuota a ribadire il suo ormai storico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"non ci sto".&lt;/span&gt; Il dibattito politico sempre più cozza contro questa palla al piede della immutabilità senza condizioni. E' un po' come l'ormai celebre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"resistere, resistere, resistere"&lt;/span&gt; di borelliana memoria che palesava con noncuranza le proprie simpatie politiche nonostante il ruolo super partes che avrebbe dovuto caratterizzarlo. E che la sinistra italiana, ex PCI, abbia lavorato alacremente alla stesura del dettato costituzionale è più che evidente anche ad una lettura superficiale. L'ex Presidente Cossiga ha recentemente dichiarato che la Costituzione è stata il frutto di mosse e contromosse, garanzie reciproche tra democristiani e comunisti, una sorta di Yalta nostrana.&lt;br /&gt;Il testo, approvato il 1° gennaio 1948, è fortemente influenzato da sei anni di guerra, e ancor più da vent'anni di dittatura fascista, non poteva essere altrimenti ed è giusto così, ma un'influenza ancor più forte è stata quella compromissoria dei diversi schieramenti politici che formavano l'Assemblea costitente. L'intesa che permise la realizzazione della costituzione è stata più volte definita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«compromesso costituzionale»&lt;/span&gt;, consistente in una commistione di concezioni politiche diverse, risultato di reciproche rinunce e successi. Le forze in seno all'assemblea, infatti, tendenzialmente, non avendo sicure idee sul possibile prosieguo della vita politica italiana, piuttosto che tentare di ostacolare le altre parti politiche, spinsero per l'approvazione di norme che rispecchiassero i rispettivi principi base. Giorgio La Pira sintetizzò le due concezioni costituzionali e politiche alternative dalle quali si intedeva differenziare la nascente Carta, distinguendone una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"atomista, individualista, di tipo occidentale, rousseauiana"&lt;/span&gt; ed una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"statalista, di tipo hegeliano"&lt;/span&gt;. Un pasticcio insomma nato da idee contrapposte ben lontano dall'immagine demagogica che tutt'ora la sinistra sostiene a gran voce, sintetizzata da Piero Calamandrei: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nei carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Un minimo di onestà politica vorrebbe che questi elementi storici unitamente ai radicali cambiamenti sociali, culturali ed economici che sono intercorsi da quel gennaio 1948 ad oggi, facessero riflettere sulla vetusità del testo e quindi la necessità di una revisione ed un aggiornamento, se non addirittura iniziare a pensare alla istutuzione di una moderna e nuova assemblea costituente, ma questo è per molti non solo impensabile, ma addirittura terroristico, non per niente ad ogni alito di vento si urla ad un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"attentato alla Costituzione"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra è un triste ricordo, ma è lontana dalle nuove generazioni che la studiano sui libri di storia, così come è lontana, lontanissima, la dittatura fascita in Italia. Pensare o considerare un pericolo che si possa tornare indietro è quantomeno assurdo. In un mondo globalizzato, con l'Europa unita come meta, le regole costituzionali dovrebbero basarsi su nuovi e importanti valori di sviluppo democratico e sociale, ambientale, sulle nuove tecnologie di comunicazione, sui rischi di una economia selvaggia o sulle garanzie per i giovani, gli anziani, le fasce più deboli della popolazione. Altrimenti non ci potrà essere nemmeno un processo di rinnovamento politico che appare ormai indispensabile.&lt;br /&gt;Molti italiani nemmeno l'hanno letta sta benedetta Costituzione, molti non hanno neanche la più pallida idea di cosa possa contenere e quali principi vi siano espressi. Eppure con ottocentesco amor di patria o, più semplicemente, per partito preso, la difendono a spada tratta. Facciamo almeno un piccolo sforzo per leggere l'indice, qualche articolo. Fortunatamente anche nel PD (e mi auguro anche nel PdL con sempre maggior convinzione) c'è chi ragiona con la testa e non con la tessera. Mi riferisco in particolare a Matteo Renzi, candidato sindaco a Firenze, il quale con molta tranquillità, come deve essere, ha detto in più sedi che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La Costituzione va cambiata; andrebbe attualizzata sin dai principi fondamentali"&lt;/span&gt;. Naturalmente è stato subito additato come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;untore&lt;/span&gt;, insomma il solito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;attentatore &lt;/span&gt;alla sacra carta. Renzi, che apprezzo, non si tira indietro e rivendica il suo diritto ad esprimersi sull'argomento: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In un libro di tre anni fa 'Tra De Gasperi e gli U2' ho sottolineato l'esigenza di attualizzare i contenuti della Suprema Carta rispetto a un mondo in rapido cambiamento. Ho parlato della necessita' di tutelare in modo piu' incisivo i nuovi lavori, l'eguaglianza sostanziale, il rapporto con l'Unione Europea, le nuove sfide dell'ambiente, il pluralismo religioso e via dicendo. Ne ero convinto allora, ne sono convinto oggi''. &lt;/span&gt;Dunque, ribadisce il candidato sindaco&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, ''non ho mai attaccato i principi fondamentali della Costituzione, non intendo farlo e appartengo a una generazione che e' grata ai padri fondatori della Repubblica e a chi ha combattuto per dare al Paese democrazia e liberta'. Pero' - precisa - 'rivendico per me e per la mia generazione il diritto al futuro. Un futuro dove si possa riflettere con serenita' del domani, rispettando il passato e costruendo il futuro"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-8752579291117822180?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/03/cambiare-la-costituzione-e.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/Sb1I-jcFnGI/AAAAAAAAB2U/mNmfnGuSi1s/s72-c/costituzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-8944627786607008524</guid><pubDate>Wed, 18 Feb 2009 16:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-18T19:14:50.576+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>censura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>facebook</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>internet</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>web</category><title>A rischio censura</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZxK7U0D4WI/AAAAAAAABw8/M2ACJ1Uqo5M/s1600-h/facebook.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZxK7U0D4WI/AAAAAAAABw8/M2ACJ1Uqo5M/s400/facebook.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304196844195406178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci risiamo, ancora una volta c'è qualcuno che si è accorto che su internet ci sono anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;brutte cose&lt;/span&gt;, interventi pericolosi, potenzialmente riconducibili all'istigazione a delinquere ed all'apologia di reato. Ma c'è anche di peggio: violenza, pornografia e su su fino all'associazione mafiosa. E' inutile negarlo, lo sappiamo ormai tutti che il web è come il mondo, con brave persone e delinquenti, con calibrati blogger e fans esaltati anche da chi dovrebbe rappresentare la feccia umana. C'è di tutto e di più. Ed il peggio è che la quantità di persone e informazioni, buone o cattive, è talmente stratosferica che è difficile, se non impossibile, colpire chirurgicamente. La Cina si stà perdendo in questo universo parallelo non poi tanto virtuale che rischia di destabilizzare l'autorità costituita e portare aria di libertà. Il "filtro" - purtroppo per loro - si dimostra insufficiente a bloccare notizie non conformi al regime rischiando di infiammare gli animi con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;malsane&lt;/span&gt; idee democratiche e liberali. Ricordiamo che il popolo del web ha messo in serio pericolo lo svolgimento dei recenti giochi olimpici con lo slogan: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prima i diritti umani e poi le Olimpiadi&lt;/span&gt;. Lo stesso popolo e lo stesso mezzo è stato usato per portare alla luce atrocità come l'annientamento di feti in povere donne ree di non aver rispettato la legge per il controllo delle nascite: 1 donna - 1 figlio. E poi la mobilitazione per il Tibet, i fari puntati sul dramma del Darfur, ma se ne potrebbero elencare a centinaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi occidentali ci riteniamo immuni da censure perchè queste non rientrano nei nostri schemi mentali e la libera informazione e circolazione di idee è alla base della nostra civiltà. Eppure di tanto in tanto si tornano a proporre misure restrittive. Chiudere tutto per colpire una minoranza di delinquenti che, con o senza internet, troverebbero comunque il modo per fare proseliti. Ora è la volta del senatore Udc Gianpiero D'Alia che ha proposto un disegno di legge che, in caso di istigazione a delinquere ed apologia di reato su internet, permetterebbe al Ministro dell'Interno di oscurare, tramite imposizione ai provider, interi siti web. Fin qui non ci sarebbe nulla di male. Di fatto se la Camorra aprisse un proprio sito web sarebbe opportuno adoperarsi in tutti i modi per chiuderlo e sigillarlo. Purtroppo però il malaffare si insinua nei social network - Facebook e You Tube in particolare - e lì sarebbe molto difficle, se non realisticamente impossibile, filtrare. La legge, il cui criticatissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;emendamento di sicurezza&lt;/span&gt; è stato appena approvato, nasce come reazione alla nascita di gruppi che inneggiano alla criminalità nei maggiori&lt;strong&gt; siti di social network:&lt;/strong&gt; su &lt;strong&gt;Facebook &lt;/strong&gt;sono infatti recentemente apparsi gruppi di fan di noti mafiosi, ma anche petizioni a favore degli stupratori, o a sfondo xenofobo. La soluzione radicale del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;taglione&lt;/span&gt; rischia però di privare il web di importanti strumenti di informazione e confronto sociale e culturale.  La reazione dei più importanti colossi a rischio censura non si è fatta attendere. Secondo la portavoce di Facebook Debbie Frost, l'emendamento di D'Alia &lt;em&gt;"mira a chiudere l'intera ferrovia di una nazione a causa di alcuni discutibili graffiti in una singola stazione. Prendiamo molto seriamente la comparsa di contenuti che incitano alla violenza, e lavoriamo per rimuoverli nella maniera più celere possibile. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Per ogni contenuto controverso pubblicato su Facebook, ci sono letteralmente migliaia di interazioni positive, che promuovono la comunicazione, l'amicizia ed il commercio".&lt;/em&gt; L'affermazione è suffragata dai numeri: sono ad esempio 433 i membri del fan club Provenzano, ma il gruppo dedicato agli eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino conta circa 370.000 sostenitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente i commenti, le critiche e le osservazioni le leggerete su Facebook, ed è questo il ridicolo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-8944627786607008524?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/02/rischio-censura.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZxK7U0D4WI/AAAAAAAABw8/M2ACJ1Uqo5M/s72-c/facebook.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-3665984527215509691</guid><pubDate>Mon, 16 Feb 2009 22:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-17T13:01:39.137+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>elezioni</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>sardegna</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pd</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pdl</category><title>Grazie Veltroni!</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZn2zxeJU1I/AAAAAAAABwU/-zAkswhl2iA/s1600-h/veltroni_soru.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZn2zxeJU1I/AAAAAAAABwU/-zAkswhl2iA/s400/veltroni_soru.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303541405519008594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vittoria del PdL in Sardegna conferma l'inconcludenza e la dannosità di una politica vecchio stampo, tipica e unica, praticamente DOC del centrosinistra, di non fare politica, o meglio, di impegnarsi con tutta l'anima a criticare l'avversario senza rivelare la propria identita e senza essere propositiva in termini di idee e progetti. In sostanza l'unico messaggio lanciato negli ultimi anni è stato quello di demonizzare Berlusconi con risultati disastrosi. Le elezioni le hanno perse per questo, non paghi della batosta e intenzionati a continuare sulla stessa strada, hanno perso le comunali di Roma, le regionali in Abruzzo ed ora in Sardegna.&lt;br /&gt;Come non ricordare le accuse di Veltroni al premier, impegnato nella campagna elettorale sarda , denunciandolo di dedicarsi a sostenre il suo candidato invece di occuparsi delle drammatiche questioni nazionali. Questa strategia di sterile critica non paga e non pagherà mai, per fortuna. Di questo passo c'è da immaginare che il prossimo programma elettorale del PD sarà composto da una sola frase: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutto il contrario di quello che vuol fare Berlusconi&lt;/span&gt;. Punto e fine. Grazie quindi a Walter Veltroni che cocciutamente segue questa linea pseudopolitica di sola contrapposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PD è scompostamente in bilico tra un no dato alla sinistra italiana e una richiesta di compattezza con il centro del suo schieramento flagellato da problemi etici di non facile soluzione. Ostinatamente però, invece di porre le basi per costruirsi un'identità eterogenea prettamente politica e laica, si ostina a sparare bordate contro l'avversario, cercando di screditarlo e di renderlo innocuo. Purtroppo (per loro) questo atteggiamento ha mostrato tutta la sua devastante incosistenza, non funziona e, dati alla mano, le elezioni in Sardegna sarebbero potute essere l'opportunità per un cambiamento di direzione più propositivo e meno di critica drastica. Così non è stato ed il risultato ne è la conferma. C'è da augurarsi che la stessa strategia venga adottata anche da qui alle prossime elezioni amministrative. D'altra parte sarebbe difficile fare diversamente con un leader non riconosciuto, una componente ex PCI dominante, una porzione ex DC storicamente e attualmente in posizione scomoda e opposta sulle scialbe posizioni meramente politiche anche là dove la gente vorrebbe risposte etiche e morali decise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La condanna è alla disgregazione o, nella migliore delle ipotesi, allo stesso isolamento che sta subendo la CGIL ostinatamente impegnata politicamente a sostenere la sinistra politica prima ancora che di ottenere risultati significativi e realistici per i lavoratori. PD e CGIL sono scesi in piazza tre giorni su tre con esiti a dir poco depressivi. Una piazzetta semivuota ad ascoltare l'ex nemico e capo di Stato Scalfaro che, col rosario in una mano ed il Capitale nell'altra, isolato in un palco che occupava da solo mezza piazza, sbofonchiava frasi senza senso politico e prive di interesse in una difesa partigiana ad una Costituzione che tutti vogliono cambiare. Poi il flop del fior fiore del sindacalismo rosso che non avendo nulla da proporre, se non la solita filippica anti-governativa, si è dovuta accontentare di un manipolo di pensionati, ex Festa dell'Unità, sempre pronti a salire su un pullman pur di far sventolare una bandiera rossa. Infine i girotondini di morettiana memoria che, tolta la naftalina dagli eschimo sessantottini, pur non sapendo bene per quale motivo si trovassero appoggiati dai dipietristi, visto che nemmeno loro avevano chiaro per cosa protestare, hanno comunque seguito la linea verde della pura e semplice critica all'avversario.&lt;br /&gt;Non contenti dei flop e dei disastri possibili venturi, si preannuncia una stagione di scioperi e manifestazioni a raffica. Momentaneamente non è dato saperne il motivo ma, sicuramente, è un modo come un altro per tenersi in allenamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un attimo di riflessione sulla inutilità di unire anime politiche e culturali diverse solo per far numero, o come penoso esperimento politico sbandierato per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il nuovo che avanza&lt;/span&gt; ma non supportato da facce nuove (Scalfaro docet), sarebbe opportuno, per il bene degli equilibri politici e dell'efficienza parlamentare italiana. Per quanto Veltroni si accanisca a dichiarare che la crisi è profonda ed il governo è inadeguato ad affrontarla, ci troviamo di fronte ad un'opposizione incapace di contribuire perchè evanescente e troppo occupata a lamentarsi. Riusciranno i nostri eroi a capire che gli italiani vogliono vedere politici che si rimboccano le maniche, magari anche sbagliando qualcosa, piuttosto che lagnoni e piagnoni che non sanno fare altro che leccarsi le proprie ferite d'orgoglio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-3665984527215509691?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/02/grazie-veltroni.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZn2zxeJU1I/AAAAAAAABwU/-zAkswhl2iA/s72-c/veltroni_soru.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-8435585184322574651</guid><pubDate>Fri, 13 Feb 2009 09:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-13T23:07:21.710+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>napolitano</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>governo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>decreti legge</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>berlusconi</category><title>Lo "strappo" del nostro scontento</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZVV3LX1dQI/AAAAAAAABtE/3hMqQ0gJYCY/s1600-h/berlusconinapolitano.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 299px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZVV3LX1dQI/AAAAAAAABtE/3hMqQ0gJYCY/s400/berlusconinapolitano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302238542732555522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è molto discusso sul presunto strappo istituzionale creato, a detta dell'opposizione, dal solito Berlusconi quando, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cocciutamente&lt;/span&gt;, ha voluto avvalersi della decretazione d'urgenza per interrompere il protocollo in atto di sospensione della nutrizione e idratazione, a Eluana Englaro. Non voglio tornare sull'argomento anche se la ferita ed il dibattito sono ancora aperti. E' piuttosto singolare come una minoranza chiassosa abbia rivoltato la frittata con veemenza, arrogandosi il merito di difensori della Costituzione violata e della figura del Capo dello Stato impunemente sfidata da un Governo irrispettoso. In realtà le polemiche, montate ad arte da chi ormai non ha altro obiettivo che lo screditamento dell'operato dell'esecutivo e, in primis, dal suo Presidente Berlusconi, non avrebbero avuto senso di esistere se solo ci si fosse presa la briga di rileggersi un po' di quella Costituzione che tanto viene acclamata. Ma tant'è e così, come di consueto, anche un caso drammatico come quello di Eluana, è un'ottima occasione per attaccare il Cavaliere.&lt;br /&gt;Se il sistema informativo fosse stato puntuale nel descrivere l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;incidente&lt;/span&gt; che si è verificato (il famoso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;strappo&lt;/span&gt;) che ha riempito le pagine dei quotidiani con titoloni a nove colonne, si sarebbe scoperto che chi l'ha provocato e chi ha agito in violazione della Costituzione è stato il Capo dello Stato Napolitano sostenuto da una parte cospicua dell'opposizione. Questo certo può che provocare sconcerto e preoccupazione, soprattutto perchè le accuse Dipietriste di stato di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"dittatura"&lt;/span&gt; e le preoccupazioni di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"vero e proprio colpo di Stato"&lt;/span&gt; ritornano al mittente che, lui si, dovrebbe fornire ampie e rassicuranti spiegazioni, riconoscendo lo sbaglio e ristabilendo le competenze ed i ruoli propri della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' bene quindi rinfrescare la mente di coloro che, Costituzione alla mano, si sono prestati a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;interpretarla&lt;/span&gt; (per usare un eufemismo) svincolandosi dal suo dettato. Non c'è bisogno di essere costituzionalisti di fama per sapere che i Decreti Legge (anche quelli prodotti dal famigerato Governo Berlusconi)  sono atti con valore di legge, che entrano in vigore immediatamente, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;adottati dal Governo&lt;/span&gt; (il Consiglio dei Ministri) in casi straordinari di necessità e urgenza. Non esiste quindi alcuna giustificazione in chi ha ravvisato in tale atto un "colpo di Stato". Anzi sarebbe meglio andarci piano con i paroloni sparati a vanvera che producono solo effetti devastanti di disinformazione. Si potrà certamente discutere se in questo specifico caso sussistevano i previsti presupposti di straordinarietà, necessità e urgenza, ma, sempre secondo Costituzione, tale compito è di esclusiva competenza del parlamento al quale, è bene ricordarlo, non è mai arrivato. Non è previsto nessun passaggio intermedio, nè, tanto meno, preventivi avvisi di incostituzionalità da parte del Capo dello Stato. Se così fosse, come poi è realmente successo, ci troveremmo di fronte ad un atteggiamento ostruzionistico lesivo delle competenze proprie del Governo e del diritto del Parlamento ad esprimersi. Naturalmente questo non è un mio parere personale, ma del Presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, il quale ha testualmente &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105226"&gt;dichiarato&lt;/a&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il Capo dello Stato non puo' bloccare un decreto legge. La Costituzione - &lt;/span&gt;ha spiegato&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - dice che esso viene adottato l'art. 77 sotto l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esclusiva responsabilità del Governo&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quindi il Presidente non può rifiutarsi di firmarlo&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che piaccia o no questa è la Costituzione, la stessa che vede paladini in sua difesa tutti quei parlamentari che hanno rigirato le carte in tavola col solo meschino scopo di screditare il Presidente del Consiglio. L'asse Presidente della Repubblica - Opposizione non ha prodotti buoni risultati e, volendo essere ancora più espliciti, preoccupa chi intravvede in questo sodalizio uno strumento illegittimo per ostacolare l'azione di un Governo che, non si dimentichi mai, è stato eletto dalla maggioranza degli italiani e quindi con tutti i crismi di uno Stato democratico. Non riconoscere questo può portare solo grossi guai.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-8435585184322574651?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/02/lo-strappo-del-nostro-scontento.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZVV3LX1dQI/AAAAAAAABtE/3hMqQ0gJYCY/s72-c/berlusconinapolitano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3711647800450729809.post-1433565583403382970</guid><pubDate>Wed, 11 Feb 2009 17:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-11T18:14:24.643+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>laicità</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>costituzione</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>chiesa</category><title>Una costituzione da cambiare</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZMHBeHhgNI/AAAAAAAABs8/1ZWmBD00yVk/s1600-h/firma_costituzione.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZMHBeHhgNI/AAAAAAAABs8/1ZWmBD00yVk/s400/firma_costituzione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301588908191088850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni alito di vento politico, ad ogni più insignificante polemica parlamentare, fino ai grandi temi etici o sociali, ci si arrabatta in dispute tra gli opposti schieramenti tirando immancabilmente in ballo la laicità dello Stato come dogma incontrovertibile e si pone il sigillo del dettato costituzionale. Questi sono i binari su cui ci si deve muovere e guai a chi accenna a dubbi o incertezze.&lt;br /&gt;Sulla laicità dello Stato non ho nulla da obiettare perchè è garanzia di interventi che salvaguardano tutti i cittadini nel loro minestrone di credi religiosi, di principi morali e ideologici. Eppure questo principio di rispetto globale rischia spesso di essere letto come divieto alla libera espressione di ogni soggetto. Anzi, una tendenza che si sta imponendo è quella di un garantismo di sinistra (ma purtroppo esteso anche all'ala più moderata del centrosinistra) nei confronti delle religioni minoritariamente rappresentative. I politici più radicali ed i loro fans (dai centri sociali ad una rappresentanza limitata, ma imbufalita e chiassosa, del mondo studentesco, docenti inclusi) si battono a suon di occupazioni e cortei al fianco di altrettanti facinorosi integralisti islamici. I casi dell'occupazione delle piazze antistanti il duomo di Milano e San Petronio a Bologna ne sono testimonianza.&lt;br /&gt;Ma la vera ragione per cui ci si schiera dalla parte dell'integralismo islamico (disconosciuto anche dagli stessi islamici moderati) non è tanto una scelta religiosa, quanto un'ossessiva guerra dichiarata contro la Chiesa cattolica, i suoi rappresentanti ed i fedeli. Loro sì accusati di "inopportune ingerenze" e minaccia pericolosa al sacro principio di laicità.&lt;br /&gt;Di fatto al contributo positivo che la Chiesa, ed i cattolici in genere, propongono nel dibattito culturale e politico italiano viene data puntuale risposta con cipiglio e determinazione. Per tutti basti ricordare la manifestazione a favore della Famiglia che ha immediatamente registrato una contromanifestazione di risposta. E citiamo anche i pomodori in faccia a Giuliano Ferrara quando si è azzardato a parlare in termini critici di aborto. Queste lecite opinioni vengono sistematicamente bollate come "mine alla laicità", compresa la visita del Papa alla Sapienza di Roma (ingerente) alla quale si sarebbe voluta contrapporre una lezione di ex brigatisti (laica).&lt;br /&gt;Il punto saliente dello scontro unilaterale è la negazione del principio cattolico di "diritto alla vita", che sia esso rivolto a un disabile come Eluana Englaro, o ad un feto sconosciuto. Questo diritto cozza contro la libertà di altri (il papà Beppino o la madre del futuro nascituro) e la laicità deve, non si sà perchè, garantire prima i diritti dei presenti anche a costo della morte dei più deboli, indifesi e invisibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia si può parlare di tutto ma guai a toccare la Costituzione. Berlusconi ha istintivamente esternato termini dispregiativi definendola "sovietica", auspicando che possa essere modificata. Fulmini e saette l'hanno colpito dai banchi dell'opposizione. Sono convinto che siano ben pochi i parlamentari seduti nelle aule di camera e senato che l'abbiano letta per intero, ci si accoda ciecamente ai luminari del partito. Eppure vi sono elementi, poco conosciuti e mai spiegati nelle nostre scuole, che pongono seri dubbi sulla sacralità e bontà dell'attuale testo costituzionale. L'ex capo di Stato Francesco Cossiga, senza andare per il sottile, la definisce "un piccolo trattato di Yalta, fatto di assicurazioni e controassicurazioni". Il momento storico che ne vide la nascita ne caratterizza la "vacuità", De Gasperi e Togliatti si tutelarono reciprocamente. Nascono così astrusità - come le definisce Cossiga - tipo "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Non sulla libertà o sugli individui. Così Dossetti, o Moro, trovarono il compromesso del lavoro. E di compromessi ne è piena. Pensare ed aupicare quindi una sua revisione e una pacata rilettura attualizzandone i contenuti, influenzati dal periodo bellico e dall'incertezza sul futuro politico, non può non trovare concordi maggioranza e opposizione. Ma se la proposta parte da Berlusconi si è disposti anche a rinunciare, non in nome del popolo italiano, ma della assurda e sfacciata contrapposizione di schieramento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3711647800450729809-1433565583403382970?l=tagliobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tagliobasso.blogspot.com/2009/02/una-costituzione-da-cambiare.html</link><author>marzok55@gmail.com (Daniele Marzocchi)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jpk9G9vk-ZA/SZMHBeHhgNI/AAAAAAAABs8/1ZWmBD00yVk/s72-c/firma_costituzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>