Papa Francesco è arrivato in una piovosa sera di inizio primavera ed è entrato subito nelle simpatie del popolo che, anche se poco prima non ne conosceva neppure l'esistenza, ha immediatamente percepito l'umiltà e la semplicità di questo timido successore di Pietro. Vederlo in piedi di fronte alla piazza gremita di fedeli, con le braccia abbassate e sentirlo esordire con un modesto "Buonasera", ha colpito tutti facendolo sentire subito vicino alla gente proprio perchè privo di qualsiasi ampollosità. Invitare i fedeli a pregare per lui è stato un gesto di enorme significato perchè, così facendo, si è messo in ginocchio davanti al mondo chiedendo di essere aiutato nell'assolvere il suo compito.
Il sentimento di affetto verso quest'uomo piccolo e sorridente è scaturito naturale in tutti, e ha fatto dimenticare tutti i pronostici, le notizie sui gruppi di influenza nel conclave, gli interessi politici ed economici che sono stati attribuiti a ciascun cardinale, le scommesse dei bookmaker. La razionalità ha fatto posto al sentimento, il dubbio alla fede e alla speranza consapevoli, per i credenti, che come sempre accade lo Spirito Santo ha scelto per noi. La società civile ha grandi aspettative dalla Chiesa, prima fra tutte quella di un rinnovamento che possa far prevalere i valori profondi prima che le logiche di complotti, affari e pedofilia. Si sperava in un papa ferreo e intransigente e invece ci troviamo di fronte a un uomo semplice e piccolo che però ci ha dato la netta sensazione di essere realmente solo un umile strumento nelle mani di Cristo.
Nella foga dei media di reperire quante più notizie possibile sul nuovo pontefice, si è tirato fuori di tutto, anche spazzatura diffamatoria che fa sempre notizia. E' il caso del libro «L' isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina», edito in Italia da Fandango, scritto dal giornalista argentino Horacio Verbitsky, che ipotizza ombre sull'operato di Papa Francesco. E' la storia che si ripete perchè, come si dice, il bene non fa rumore ma le accuse, anche se non vere, fanno notizia. Per molti, per chi scrive in questo piccolo blog, e per gran parte di chi ha ascoltato le parole e le preghiere di ieri sera, dopo la fumata bianca, non servono grandi dossier per convincersi che quest'uomo è buono, semplice, umile, aperto all'ascolto e lontano anni luce da qualsiasi azione ipotizzata nel libro. Ma per chi, come San Tommaso, deve poter contare su documenti incontrovertibili, riportiamo uno stralcio di articolo di Aldo Cazzullo, pubblicato nel Corriere della Sera il 16 aprile 2005 che ricostruisce una storia esattamente opposta a quella di Verbitsky. Nell'esempio e con il nuovo entusiasmo suscitato da Francesco, Taglio Basso gli rende omaggio così.
Il sentimento di affetto verso quest'uomo piccolo e sorridente è scaturito naturale in tutti, e ha fatto dimenticare tutti i pronostici, le notizie sui gruppi di influenza nel conclave, gli interessi politici ed economici che sono stati attribuiti a ciascun cardinale, le scommesse dei bookmaker. La razionalità ha fatto posto al sentimento, il dubbio alla fede e alla speranza consapevoli, per i credenti, che come sempre accade lo Spirito Santo ha scelto per noi. La società civile ha grandi aspettative dalla Chiesa, prima fra tutte quella di un rinnovamento che possa far prevalere i valori profondi prima che le logiche di complotti, affari e pedofilia. Si sperava in un papa ferreo e intransigente e invece ci troviamo di fronte a un uomo semplice e piccolo che però ci ha dato la netta sensazione di essere realmente solo un umile strumento nelle mani di Cristo.
Nella foga dei media di reperire quante più notizie possibile sul nuovo pontefice, si è tirato fuori di tutto, anche spazzatura diffamatoria che fa sempre notizia. E' il caso del libro «L' isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina», edito in Italia da Fandango, scritto dal giornalista argentino Horacio Verbitsky, che ipotizza ombre sull'operato di Papa Francesco. E' la storia che si ripete perchè, come si dice, il bene non fa rumore ma le accuse, anche se non vere, fanno notizia. Per molti, per chi scrive in questo piccolo blog, e per gran parte di chi ha ascoltato le parole e le preghiere di ieri sera, dopo la fumata bianca, non servono grandi dossier per convincersi che quest'uomo è buono, semplice, umile, aperto all'ascolto e lontano anni luce da qualsiasi azione ipotizzata nel libro. Ma per chi, come San Tommaso, deve poter contare su documenti incontrovertibili, riportiamo uno stralcio di articolo di Aldo Cazzullo, pubblicato nel Corriere della Sera il 16 aprile 2005 che ricostruisce una storia esattamente opposta a quella di Verbitsky. Nell'esempio e con il nuovo entusiasmo suscitato da Francesco, Taglio Basso gli rende omaggio così.
"Nella
prova terribile della dittatura militare, Bergoglio si mosse per
salvare preti e laici dai torturatori, ma non ebbe parole di condanna
pubblica che del resto non sarebbero state possibili se non a prezzo
della vita , e tenne a freno i confratelli che reclamavano il passaggio
all' opposizione attiva. Due di loro lasciarono i gesuiti, e subito dopo
furono prelevati dalla polizia politica. Un' infamia alimentata dai
nemici di Bergoglio indicò in lui l' ispiratore del sequestro; era vero
il contrario: il Provinciale andò di persona da Videla per chiedere la
liberazione dei due religiosi, e agli atti della giunta militare risulta
la richiesta di un passaporto per loro. La sua battaglia gli ha
guadagnato la stima dei leader del movimento per i diritti umani, come
Alicia de Oli veira, e il rispetto delle madri di Plaza de Mayo,
durissime nei confronti della gerarchia cattolica. Ai caudillos ,
militari o politici, che si sono alternati alla guida dell' Argentina
Bergoglio non si è mai piegato. Pessimi i rapporti con Menem e Duhalde,
gelidi con de la Rua il cardinale andò a trovarlo il 12 dicembre 2000
per avvertirlo del rischio di una rivolta popolare, scoppiata un anno
dopo , freddi con Kirchner, che non ha seguito tra la folla sulla piazza
della Casa Rosada la cattedrale era stracolma la messa celebrata da
Bergoglio in morte di Wojtyla. Buone invece le relazioni con Luis D'
Elia e il movimento dei piqueteros ( un giorno il cardinale chiamò il
ministro dell' Interno per lamentarsi della polizia che manganellava una
donna inerme)."